Pensieri di un Colombofilo
L’allevamento dei colombi viaggiatori è una cosa che si tramanda da tempo di generazione in generazione. I padri passano il testimone ai figli, che a loro volta fanno lo stesso. Le cose però stanno poco a poco mutando. Il ricevere in “eredità” la passione per i colombi non è più l’unica via.
Infatti stanno nascendo molti gruppi, che usano sistemi innovativi per comunicare.
Ormai abbiamo sfatato il mito di un ambiente vecchio. Infatti negli ultimi anni è cambiato: siamo di tutte le età e l’allevamento si pratica a livello internazionale.
Il nostro gruppo, ha raggiunto risultati molto importanti nell’arco di soli due anni. Grazie a internet e all’approccio comunicativo che abbiamo scelto stiamo ancora crescendo.
Siamo un gruppo d’amici, siamo diventati una piccola comunità, composta da tante individualità che sono aperte al confronto e che si aiutano e consigliano. Chi ha una maggiore esperienza la mette a disposizione di chi è appena approdato nel nostro mondo, e allo stesso tempo chi è da poco nell’ambiente fornisce nuovi punti di vista, nuovi approcci, nuove storie e avventure che si vanno a creare.
Siamo sicuramente in una fase di rinnovamento ed evoluzione. Il più importante elemento di innovazione è stato quello della colombaia unica.
Prima ogni colombo che si lasciava, indipendentemente dal posto, tornava alla propria colombaia d’origine. Questo faceva si che ci fosse un elemento di disparità in partenza. Ogni colombo partiva dallo stesso punto, ma aveva un percorso diverso: chi doveva passare per mari, altri per monti o per valli. Ora è diverso. Gli allevatori devono essere ancora più preparati e capaci, perché devono concentrare il lavoro nelle primissime fasi della vita del colombo. Infatti i colombi restano con l’allevatore solamente per qualche settimana, per poi andare nella colombaia unica, in modo da averla come punto di riferimento quando faranno le gare. In quel modo da qualunque angolo del mondo vengano lanciati, ritorneranno tutti nella stessa colombaia. La competitività si fa ancora più agguerrita: infatti in quel modo solamente l’eccellenza vince. Niente disparità. Niente percorsi favorevoli a questo o quell’altro.
Questo elemento ha accentuato l’agonismo e fatto quindi cresciere il numero degli appassionati. Adesso la volontà di vincere è ancora più grande. I premi sono cresciuti: denaro, oggetti di grande valore, automobili.
Ma questo non è andato minimamente a rovinare la nobiltà di questo sport. Infatti quello che continua a prevalere su tutto è l’amore e la cura che necessitano questi animali, che vanno trattati come se fossero tesori rari.
L’internazionalità fa il resto. Infatti è una disciplina che da l’opportunità di girare il mondo. La cosa straordinaria di cui ci si rende conto quando si lanciano i colombi magari dall’Inghilterra, dal Giappone o dagli Stati Uniti, è che il più erudito degli uomini non avrà mai il senso intuitivo di questi piccoli animali.
Ed è bellissimo vedere che persone con le quali hai interagito dando e chiedendo consigli, sono lì tutte per condividere la stessa emozione. Sono lì per salutare qualcosa che ormai è parte di sè. E ci viene quasi da fare loro delle raccomandazioni paterne, quando gli si da appuntamento a casa.
E i colombi, proprio come dei figli che lasciano casa con l’aria un po’ saccente di chi crede di andare a conquistare il mondo, senza parlare ci fanno capire di non avere bisogno di raccomandazioni. Per tornare a casa, i colombi, usano le loro ali.









